A partire dal maggio 2006 l’area circostante gli immobili dell’ex Luzzi – di proprietà dell’ASL 10 di Firenze – è stata oggetto di occupazione abusiva da parte di una comunità di etnia varia, di circa duecento persone, comunità che nel corso del tempo è progressivamente aumentata, sino a sfiorare le quattrocento unità. L’occupazione ha provocato una situazione di grave pericolo per la pubblica incolumità e sicurezza a causa di un persistente e grave stato d’inagibilità degli immobili e della carenza dei principali requisiti igienico-sanitari.

La Polizia Municipale è intervenuta numerose volte, da sola o insieme ad altre forze di Polizia. Dal 2006 al 2012 sono stati redatti 26 rapporti informativi al Sindaco il quale ha adottato sei ordinanze contingibili e urgenti per disporre l’allontanamento degli occupanti abusivi e le messa in sicurezza dei luoghi. Alla proprietà è stato inoltre disposto di adottare opere idonee ad evitare concretamente ulteriori accessi non autorizzati all’area e di predisporre una efficace e costante sorveglianza, finalizzata ad impedire ulteriori tentativi di occupazione.

L’occupazione del Luzzi è terminata definitivamente nel dicembre 2012: gli occupanti hanno accettato di andarsene volontariamente grazie alle risorse economiche messe a disposizione dall’Asl e dalla Regione. Per tutti gli occupanti, considerati nuclei familiari disagiati, sono stati infatti attivati specifici progetti di inclusione offrendo loro la scelta fra tre diverse modalità di assistenza: l’incentivo al rimpatrio, il sostegno a soluzioni proprie (contribuendo al pagamento dei canoni di affitto per un anno), oppure individuando sistemazioni abitative messe a disposizione da comuni montani.

Risorse assegnate

Persone avviate a percorsi di inclusione