La legge di Stabilità 2011 del governo Berlusconi produsse tagli consistenti al servizio pubblico locale falcidiando i trasferimenti alle regioni di circa l’80%. La Regione Toscana reagì a questa decisione trovando nel suo bilancio le risorse necessarie, ma non riuscì ad evitare un taglio del 10%. È a fronte di questo taglio che, nell’area nord ovest del lotto metropolitano, sostenuti dalle certezze di Palazzo Vecchio circa la partenza – di lì a poco – dei cantieri delle tramvie, si decise d’intervenire sulla linea 18.

Infatti, considerato che la linea del tram di collegamento piazza Dalmazia – Careggi sarebbe dovuta partire a breve con il cantiere, si decise di destinare una parte delle risorse residue del taglio del 18 al potenziamento delle linee 2 e 28 e della linea 60.
Quest’ultima, potenziata sulla direttrice Dalmazia – Careggi con una frequenza inferiore ai 5 minuti, doveva agevolare il raggiungimento degli ospedali con il solo “sacrificio” del cambio di bus.

Questa dolorosa scelta ha causato molte contestazioni, poiché il 18 assicurava il collegamento diretto della zona collinare di Sesto Fiorentino con il capoluogo e della nostra città con l’ospedale. La cittadinanza non comprendeva quello che stava accadendo ma purtroppo la vicenda dell’intera nazione, appena dopo qualche mese, rese chiaro a tutti che quello non fu che il prodromo di ben altri e più gravosi tagli. Oggi con il 64 che passa ogni 15 minuti a coprire gran parte del vecchio percorso cittadino del 18, con la possibilità di ulteriori estensioni di frequenza e tempi di servizio di questa nuova linea e alla luce del quadro generale della crisi, possiamo però affermare che Sesto Fiorentino è riuscita comunque a garantire un buon servizio di trasporto pubblico.