“Guardare ai destini del mondo e diffondere la cultura della pace e della tolleranza”

Sesto Fiorentino è stato il primo comune italiano nel 1984 a scegliere di gemellarsi con il popolo saharawi e di sostenere così una causa limpida e giusta di libertà e di autodeterminazione. Una causa che ha rappresentato, in tutti questi anni, una grande opportunità di crescita per i nostri cittadini, soprattutto per i più giovani, ed ha consentito di instaurare amicizie forti e durature oltre i nostri confini.

Il sostegno concreto alle iniziative di aiuto umanitario, così come l’impegno politico, sono diventati parte dell’agire quotidiano dell’Amministrazione comunale, sostenuta dalle Associazioni di solidarietà e dai tanti volontari che ogni giorno impegnano parte della loro vita per vedere affermati i diritti fondamentali di questo popolo. Attività che a Sesto Fiorentino rimangono forti e partecipate e che hanno coinvolto giovani ed anziani, studenti, insegnanti ed associazioni, tutti impegnati ad occuparsi e preoccuparsi dei destini di un popolo così lontano per distanza, cultura e tradizioni, ma che in qualche modo è diventato parte di noi e del nostro vivere quotidiano.

Nel corso degli ultimi dieci anni vi sono stati nuovi impulsi e nuovi obiettivi da perseguire perché, nostro malgrado, siamo stati costretti a toccare con mano una nuova ondata di brutale repressione marocchina e la violazione palese, sistematica ed organizzata dei diritti umani. Dalle zone del Sahara Occidentale occupate dal Marocco infatti, grazie alle nuove tecnologie di comunicazione e di informazione, sono giunte fino a noi le immagini di tanti cittadini saharawi vittime di torture, arresti, violenze, sopraffazioni.

Quelle immagini e gli incontri con tante donne, uomini e ragazzi testimoni diretti e vittime della repressione, ci hanno consegnato un compito nuovo, difficile ma appassionante: indirizzare la nostra attività verso il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione, ma anche verso la denuncia della repressione subita nei territori occupati e la sollecitazione di un meccanismo internazionale di vigilanza sui diritti umani nel Sahara Occidentale.

Tante le comunicazioni indirizzate dalla nostra Amministrazione agli organismi internazionali preposti, tanti gli incontri e le iniziative organizzate, molte di esse nelle scuole sestesi, con i nostri giovani, direttamente coinvolti in attività che crediamo siano state non solo un investimento per i diritti dei cittadini della Repubblica Araba Saharawi, ma anche per il futuro dei nostri giovani e per la loro crescita sociale e civile.

La vicinanza al popolo saharawi ci ha portato a misurarci su argomenti quali i diritti e la legalità internazionale non sempre immediatamente riconducibili alla nostra esperienza più immediata, ma che invece sono diventati parte del nostro agire quotidiano.
Un sentimento profondo che ha ricevuto il riconosciuto anche dalle massime autorità saharawi che in questi anni sono venuti in visita a Sesto Fiorentino, primo fra tutti il Presidente della Repubblica Saharawi, Mohamed Abdelaziz, il 16 giugno 2012, in una commovente e partecipata iniziativa pubblica. Abdelaziz ha voluto ringraziare l’Amministrazione comunale e la città tutta per lo straordinario sostegno politico ed umanitario che dal 1984 tiene uniti il nostro e il suo coraggioso popolo. “Oggi, qui a Sesto Fiorentino, io mi sento come a casa” ha detto Abdelaziz riconoscendo alla nostra città un ruolo fondamentale nella lotta per l’autodeterminazione del popolo saharawi.
Il Presidente, al termine della sua visita, ha voluto lasciare un caloroso messaggio, che abbiamo voluto esporre nella Sala della Giunta del Palazzo comunale.

 

LA QUESTIONE UMANITARIA e I DIRITTI UMANI

Focus di approfondimento

Decine di donne, uomini, giovani, provenienti dal Sahara Occidentale occupato dal Marocco, hanno fatto visita alla nostra città e al nostro Comune. Ognuno di loro ha portato con sé la voce della lotta pacifica della popolazione saharawi dei territori occupati. Molti di essi ci hanno mostrato i terribili segni delle torture fisiche, altri la passione per la giustizia e per la verità in casi di sparizione di parenti ed amici, altri ancora la forza, la determinazione ed il coraggio di persone disposte ad affrontare torture e carcere per vedere affermati i diritti fondamentali del loro popolo.

Impossibile, qui, citarli tutti, ma è impossibile non ricordare almeno Aminatou Haidar la più famosa militante per i diritti umani del Sahara Occidentale occupato, Jamila Damber, sorella di Said, un giovane ucciso dalla polizia marocchina e il cui corpo non è stato riconsegnato alla famiglia, Sultana Jaya picchiata e menomata mentre manifestava pacificamente per le strade di El Aaiun e giovani come Ahmed Brahim Ettanji, esponente della resistenza saharawi più volte imprigionato e torturato.

A tutti loro il nostro pensiero più affettuoso, la nostra solidarietà incondizionata, il nostro messaggio di amicizia e vicinanza, affinché la lotta pacifica e democratica del popolo saharawi, che è una speranza in un mondo pieno di guerra e di terrorismo, possa vedere presto l’affermarsi dei principi di giustizia e libertà.

Il 10 ottobre 2012 il Sindaco di Sesto Fiorentino è intervenuto, su invito della Rappresentanza italiana della Repubblica Saharawi, alla IV Commissione delle Nazioni Unite, che ha competenza sulle questioni della decolonizzazione. Nella sala Conferenze n. 1 del “North Lawn Building” di New York il Sindaco ha potuto intervenire, come petitioner, davanti al Presidente della Commissione Mr. Nelson Messone e ai membri della IV Commissione delle Nazioni Unite, nella seduta dedicata al processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale.

Nel corso della sessione il Sindaco ha testimoniato (TESTO INTEGRALE) il pluridecennale impegno della città di Sesto Fiorentino a favore dell’autodeterminazione del Popolo Saharawi e ha testimoniato la condizione di limitazione delle libertà in cui si trovano a vivere i cittadini saharawi sotto il regime militare imposto dal Regno del Marocco. Il Sindaco ha chiesto alla Commissione dell’ONU di sostenere con forza l’accelerazione del processo di autodeterminazione del Popolo saharawi, ricordando che la lotta pacifica e democratica da esso condotta è una speranza in un mondo solcato da guerra e terrorismo.

Il 24 e 25 maggio 2012 si è svolta ad Algeri la prima Conferenza internazionale di solidarietà fra le città algerine e le tendopoli della RASD. Alla Conferenza, dove erano presenti anche alcuni ospiti stranieri, è stato invitato, per rappresentare i Comuni italiani gemellati con la popolazione saharawi, il Sindaco di Sesto Fiorentino. La Conferenza è stata l’occasione per approfondire le esperienze di solidarietà dei Comuni e delle associazioni e dei rappresentanti istituzionali presenti, indirizzate soprattutto verso la difesa dei diritti umani nel Sahara Occidentale.

Nella sua relazione il Sindaco ha sottolineato, fra l’altro, che “la lotta contro le violazioni dei diritti umani e contro lo sfruttamento delle risorse economiche sono due argomenti sui quali far convergere sforzi ed iniziative dei sostenitori della causa a favore dell’autodeterminazione del popolo saharawi. E’ necessario far conoscere ai rappresentanti dell’Unione Europea, alle nazioni democratiche, alle Nazioni Unite sia lo sdegno per le sistematiche violazioni che riportano indietro di secoli, sia l’impegno delle nostre comunità affinché tutto questo cessi”.

Il Comune di Sesto Fiorentino ha previsto una nuova sede diplomatica per la Rappresentanza Toscana della Repubblica Araba Saharawi Democratica, inaugurata il 19 novembre 2011. La sede esisteva fin dai primi anni del gemellaggio ma, attraverso la nuova e più moderna collocazione in un immobile nel cuore della città, si è dato una risposta concreta ed ufficiale ai diritti di un popolo in esilio: quello di vedere riconosciuta una propria rappresentanza diplomatica pur non essendo uno Stato formalmente riconosciuto dall’Italia. Un impegno chiaro e alla luce del sole per un popolo che è fuori, ma sentiamo dentro di noi.

Il 14 gennaio 2010, il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino decise all’unanimità di conferire la cittadinanza onoraria ad Aminatou Haidar, la più famosa militante per i diritti umani nel Sahara Occidentale, conosciuta come la “Ghandi saharawi”. Un’onorificenza non abituale per Sesto Fiorentino, ma fondamentale per testimoniare la grande solidarietà della città verso una donna che si sta battendo in modo nonviolento per la libertà e per i diritti del suo popolo. Aminatou, già candidata al premio Sakharov dal Parlamento europeo per il suo impegno come ambasciatrice di pace e premio della Fondazione R. F. Kennedy per i diritti umani, è da tempo vittima della repressione operata dal governo marocchino che l’ha ripetutamente arrestata, incarcerata e torturata. Nei mesi precedenti Aminatou Haidar era salita alla ribalta delle cronache internazionali per un clamoroso sciopero della fame durato trentadue giorni a Lanzarote, mentre si trovava sulla via del ritorno dagli Stati Uniti, dov’era stata a ritirare il premio “Coraggio Civile” della Train Foundation.

Per consegnare nelle mani di Aminatou Haidar la cittadinanza onoraria di Sesto Fiorentino il Sindaco si è recato nel marzo 2011 direttamente ad El Aaiun, trasportando, ben nascosta nella valigia, la pergamena della cittadinanza onoraria. La consegna da parte del Sindaco, nelle vesti ufficiali di primo cittadino, è avvenuta in una toccante cerimonia tenutasi presso l’abitazione di Aminatou insieme a tanti amici e militanti saharawi. Un’esperienza forte e toccante, politicamente di grande importanza, perché ha condotto la nostra città, attraverso la presenza del suo primo cittadino, a rivendicare l’indipendenza, l’autonomia e la libertà del popolo saharawi direttamente nelle zone occupate, laddove libertà, indipendenza e autonomia sono ancora da conquistare.

Un nuovo acquedotto finanziato da Water Right Foundation, in collaborazione con il Comune di Sesto Fiorentino e l’Associazione “Ban Slout Larbi”, realizzato a Tifariti, nelle zone liberate del Sahara Occidentale, un’opera che consentirà di migliorare l’approvvigionamento idrico alla popolazione locale. Il reperimento dell’acqua è uno dei maggiori problemi in quell’area desertica. Gli impianti presenti risultano attualmente esauriti o inadeguati per soddisfare le necessità di una popolazione che riesce a sopravvivere solo grazie agli aiuti della solidarietà internazionale.

Inoltre l’intervento, realizzato nei territori liberati del Sahara Occidentale, contribuirà a creare le condizioni affinché una parte dei saharawi possa abbandonare i campi di rifugiati d’Algeria e rientrare nella propria terra, riappropriandosi a tutti gli effetti del territorio, presupposto fondamentale alla legittimazione dell’esistenza di uno Stato e di una Nazione. Al progetto e alla missione hanno preso parte anche alcuni studenti dell’Istituto I.I.S.S. Calamandrei di Sesto Fiorentino.

I ragazzi sono stati preparati e coinvolti attraverso incontri specifici sul diritto all’acqua quale risorsa fondamentale ed hanno potuto esaminare i progetti tecnici per la realizzazione dell’acquedotto oltreché partecipare direttamente alla sua inaugurazione. La realizzazione dell’impianto è stata affidata direttamente ai saharawi attraverso il Ministero dell’Acqua e del Medio Ambiente della R.A.S.D. creando così anche opportunità di lavoro per la popolazione del luogo.

Tre anni di cure per 100 bambini saharawi malati di diabete. Circa diecimila dosi di insulina prodotta nello stabilimento Eli Lilly di Sesto Fiorentino donate al popolo Saharawi per curare, in un arco di tre anni, cento bambini della comunità affetti da diabete. Nel volo speciale agli accampamenti saharawi del dicembre 2013 rappresentanti di Lilly, assieme al Sindaco di Sesto Fiorentino, hanno consegnato parte della prima spedizione di medicinali al centro sanitario della R.A.S.D. nei campi di Tindouf.

Il resto della spedizione, che copre in questa prima fase un anno di cure per 100 bambini saharawi diabetici, ha raggiunto Tindouf nelle settimane successive. L’iniziativa, unica del suo genere in Italia, rientra in un importante progetto di cooperazione a favore del popolo saharawi nato dalla bella collaborazione tra il Comune di Sesto Fiorentino ed Eli Lilly.

È diventata una consuetudine molto frequentata ed apprezzata quella del volo speciale agli accampamenti di rifugiati saharawi, organizzato ogni anno dall’Associazione di solidarietà sestese e alla quale prendono parte amministratori, volontari e cittadini. Un viaggio che ha consentito a tanti di noi di conoscere da vicino la realtà saharawi e di capire le ragioni profonde delle richieste di libertà e di autodeterminazione di quella popolazione, oltre che un’occasione importante per portare aiuti umanitari, programmare ed inaugurare piccoli e grandi progetti di aiuto e cooperazione.

Il progetto di accoglienza dei bambini saharawi nacque nel 1983, anno in cui il primo gruppo giunse per la prima volta in Italia, a Sesto Fiorentino. Oggi le bambine e i bambini che arrivano nel nostro Paese sono oltre 400 ogni anno, tre voli speciali li conducono dai campi di rifugiati di Tindouf in Algeria, fino in Italia.
I bambini trascorrono i due mesi estivi lontani dal clima torrido e dalle difficilissime condizioni di vita del deserto, dove scarseggiano l’acqua, il cibo, le medicine. Qui da noi possono effettuare visite mediche, controlli sanitari ed essere curati per piccole e grandi patologie che risultano incurabili nelle tendopoli nel deserto; ma i piccoli saharawi sono diventati, soprattutto, i “piccoli ambasciatori di pace” dei diritti negati del loro popolo.

I bambini partecipano ad attività ludiche e ricreative con i loro coetanei e prendono parte ad iniziative, realizzate appositamente per loro, in cui si creano occasioni di incontro e in cui la città tutta ha modo di manifestare la propria solidarietà verso i piccoli ospiti e verso la causa del loro popolo.
Dal 1983 ad oggi sono stati accolti a Sesto Fiorentino circa 400 bambini con i loro accompagnatori.

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