La ricapitalizzazione e il consolidamento dell’azienda

Agli inizi del dicembre 2008 il Comune di Fiesole e l’Istituto degli Innocenti di Firenze comunicano di non voler addivenire al ripiano delle perdite e alla ricapitalizzazione e pertanto fuoriescono dalla compagine societaria. I Comuni di Campi Bisenzio e Signa accetteranno di provvedere al ripiano delle perdita in quota parte, ma non opzionando le quote dei soci uscenti, che vengono pertanto acquisite dal solo Comune di Sesto Fiorentino che, unico, addiviene al ripiano della perdita ed alla ricapitalizzazione, determinando di fatto il salvataggio dell’azienda ed il salvataggio, preoccupazione che è sempre stata al centro dei pensieri di questa Amministrazione, di oltre 200 posti di lavoro.

A dicembre 2008 il Comune di Sesto Fiorentino provvede al ripiano delle perdite pregresse per euro 47.196,90. Viene azzerato e ricostituito il capitale della società nella misura minima di legge, 120.000 euro, cui Sesto Fiorentino contribuisce per un importo pari ad euro 66.000. Per la prima volta il Comune di Sesto Fiorentino si trova a detenere la maggioranza assoluta delle azioni con il 55%, a fronte del 32% di Campi Bisenzio e del 13% di Signa. A fine febbraio 2009 vista la bassa soglia di capitalizzazione dell’azienda, si decide un nuovo aumento di capitale per euro 598.573, portando così il capitale sociale a euro 718.573 e mettendo l’azienda in sicurezza.

Nel marzo 2009 si giunge pertanto ad una nuova ripartizione del capitale (rimasto invariato fino al 2013 quando fra i soci si è addivenuti ad un leggero riequilibrio delle quote, con un relativo aumento della presenza dei Comuni di Campi e di Signa) che vede il 48% a Sesto Fiorentino, il 37% a Campi Bisenzio e il 15% a Signa. Il Comune di Sesto Fiorentino aderisce alla ricapitalizzazione per un importo di euro 287.315. Il bilancio 2009 presenterà per la prima volta dopo anni un risultato positivo pari a € 14.458.

Il bilancio 2010 consoliderà la tendenza, con un risultato di € 26.031. Da questo momento in poi i bilanci dell’azienda non saranno più in rosso e si aprirà una nuova fase per Qualità & Servizi. Quella del consolidamento strutturale e dell’intervento a ridefinire il servizio venendo incontro alle richieste, sempre più orientate in tal senso, da parte della Commissione mensa e condivise dall’Amministrazione, di rafforzare la presenza di alimenti provenienti da coltivazione biologica e lotta integrata e da filiera corta. Dopo la difficile parentesi della salmonella, dopo la lunga crisi finanziaria dell’azienda, è giunto il momento di investire nelle strutture riammodernandole e di ripensare il profilo del pasto offerto.

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