I valori fondanti

La tradizione del movimento operaio e del solidarismo cattolico ha costituito da sempre le solide basi sulle quali si è fondata la comunità di Sesto Fiorentino. Una società che ha saputo creare, nel corso di tutto il ‘900, un tessuto sociale di sostegno reciproco. Una società che è stata segnata anche da ferite profonde, a partire da quella inferta durante i moti del 5 maggio 1898 durante i quali quattro sestesi furono barbaramente uccise perché chiedevo pane e lavoro. Alto fu anche il sacrificio che il Comune di Sesto Fiorentino pagò nella lotta contro il fascismo ed nazismo; in una città che contava, nel 1930, diciassettemila abitanti, furono ben 147 i cittadini iscritti al tristemente noto registro del Casellario politico centrale; 20 furono confinati, 26 deferiti al Tribunale speciale, 132 divennero partigiani. Questa storia abbiamo voluto ricostruire nel volume Sesto Fiorentino nella lotta contro il fascismo ed il nazismo, pubblicato in occasione del 1 settembre 2013 aiutati dalle ricerche dall’Istituto Storico della Resistenza in Toscana con l’intento di fare storia di quegli anni drammatici ed eroici per il nostro Paese.

Questi numeri fanno senza dubbio di Sesto Fiorentino uno dei comuni dell’area fiorentina che ha fornito i contributi più alti alla liberazione del nostro Paese ed alla creazione di un nuovo ordine democratico, fondato sulla nuova carta costituzionale. L’Amministrazione ha dato grande importanza alla promozione ed alla diffusione dei valori della Costituzione, celebrati nella ricorrenza del 2 giugno con l’iniziativa denominata “Discorso della Repubblica”; nel corso degli anni, a partire dal 2010, con ospiti autorevoli (tra i quali l’ex Guardasigilli Giovanni Maria Flick e l’ex Presidente della Rai Roberto Zaccaria), abbiamo analizzato e riflettuto sui alcuni cardini fondamentali contenuti nella nostra Carta costituzionale.

Anche i 60 anni dalla nascita della Repubblica Italiana abbiamo sentito di celebrare come tappa essenziale della nostra storia, con un ciclo di film (“Gli anni della nuova Italia”), una mostra documentaria davanti al Palazzo comunale (“La nascita della Repubblica”), una seduta straordinaria del Consiglio Comunale alla presenza di Luigi Berlinguer, membro del Consiglio Superiore della Magistratura ed un ciclo di conferenze letterarie (“Osservatori letterari sulla Repubblica”) che approfondissero il nesso fra nuova coscienza repubblicana e produzione letteraria.

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In occasione del 60° anniversario della Costituzione, abbiamo creduto essenziale portare l’approfondimento all’interno degli Istituti superiori della città, con il contributo di costituzionalisti del rango di Umberto Allegretti, Paolo Caretti, Ugo De Siervo, convinti che la miglior tutela della Costituzione sia il tramandarne lo spirito ed i valori alle giovani generazioni.

Proprio per questo motivo abbiamo avviato, a partire dall’anno scolastico 2006/2007, il progetto “A scuola di cittadinanza”. La prima sezione del progetto, “La Nostra Costituzione”, ha visto la presenza del Sindaco per un colloquio aperto e franco con i ragazzi delle classi terze delle scuole Pescetti e Cavalcanti in cui mettere assieme a fuoco i valori fondamentali della Carta ed approfondire il funzionamento degli enti locali. Nel corso di questi incontri il Sindaco si è confrontato con circa 2950 studenti per un totale di circa 210 ore di formazione. L’altra sezione del progetto “A scuola di cittadinanza” ha visto la costituzione di una vera e propria “Giunta degli Studenti” che, presieduta dal Sindaco, dopo essersi riunita ed aver approfondito alcune tematiche essenziali per la vita della comunità ha risposto ad interrogazioni e discusso ordini del giorno presentati dal “Consiglio Comunale degli Studenti”.

Focus di approfondimento

Una questione di stile essenziale è stato per noi il metodo della risposta. Rispondere, con un sì o con un no, con un invito all’approfondimento, alle istanze formulate da cittadini, organizzazioni, associazioni è stato per noi un chiodo fisso, valido per l’intera macchina amministrativa. Fornire una risposta significa non soltanto corrispondere ad un dovere istituzionale, ma assumersi la responsabilità politica di motivare le scelte evidenziando anche i limiti dell’azione amministrativa.

Nel 2013, sono stati circa 43.000 i cittadini che si sono rivolti all’URP per segnalare le più varie questioni di competenza dell’intera macchina amministrativa, spaziando dai tributi ai problemi della casa, ai temi sociali e del lavoro. Questo numero così rilevante di cittadini ricevono, nei modi e nei tempi previsti, una risposta motivata alle loro istanze.

Vi sono poi altri canali, più direttamente legati alla sfera della politica, che permettono un rapporto diretto tra l’Amministrazione e la sua cittadinanza, cui mai ci siamo sottratti.

Dal 2004 ad oggi è stata data risposta a circa 1300 petizioni pervenute dai cittadini. In buona parte, le petizioni rivolte al Sindaco hanno riguardato il settore dei lavori pubblici e delle manutenzioni, il traffico ed i trasporti e quello dell’ambiente.

Circa 850 (857 ad oggi) sono invece i cittadini incontrati, individualmente o a gruppi, dal Sindaco nel suo ufficio. Anche in questo caso gli argomenti sono stati i più vari, dalla casa alla qualità della città al lavoro e alle difficoltà economiche fino a questioni anche molto puntuali, da un marciapiede da rimettere o a un giardino da ripulire.

Soprattutto negli ultimi anni c’è stato uno sviluppo sempre maggiore, nel rapporto tra cittadini ed amministrazione, dell’utilizzo dei social network, quali Facebook e Twitter. Anche in questo caso il dialogo, seppur in questo caso tecnicamente virtuale, ha trovato un ampio spazio.

Il Comune è presente su Facebook con una sua pagina che ha assunto oggi un numero consistente di contatti (circa 1300) a cui si aggiunge la pagina pubblica del Sindaco che conta 4563 contatti. La risposta ed il dialogo sono un metodo, un impegno ed un modo di rispondere con passione alle richieste della città. A cui non ci siamo mai sottratti.

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Un impegno davvero straordinario è stato profuso per celebrare in maniera solenne il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, momento cruciale del nostro essere italiani. Dal 17 marzo 2011 (giornata di Festa Nazionale), fino alla festa del 2 giugno, l’Amministrazione ha organizzato un programma ricco di conferenze, incontri, una mostra documentaria e una rassegna cinematografica, seminari di approfondimento (dal cinema alla lingua), affrontando ad ampio raggio il tema dell’unità, con le sue luci e le sue ombre.

Anche in questo caso, con il contributo di studiosi di grande prestigio come Mimmo Franzinelli e Mario Isnenghi.

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Non si tratta però soltanto di questioni di stile. Non di mera e dovuta osservanza delle regole istituzionali. Non per questo il Sindaco, nei dieci anni di mandato, è intervenuto a tutte le celebrazioni e commemorazioni istituzionali che si sono tenute nella nostra città, ma nella convinzione che i valori profondi che vengono dal passato debbano essere continuamente rinnovati nella nostra quotidianità, per non lasciare niente di vecchio dietro di noi, niente di abbandonato alla retorica, riempiendo di senso il presente con la lezione di ieri. Qui sta il senso dell’omaggio reso dal Sindaco a Giovanni Veronelli, eroico antifascista sestese trucidato dai nazifascisti, presenziando alle commemorazioni al Forte San Martino (Genova) il 16 gennaio 2014.

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Non abbiamo trascurato neppure atti fondativi per noi importanti della storia repubblicana. Tra di essi la riedizione nel 2010, con la prefazione di Tiziano Treu, dello Statuto dei Lavoratori, in occasione dei quarant’anni della sua pubblicazione, uno snodo fondamentale nella tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che ha profondamente inciso non soltanto sulla legislazione del lavoro e sulle relazioni industriali, ma anche sui principi fondamentali della convivenza civile del nostro Paese.

In questi anni abbiamo voluto con forza che Sesto Fiorentino fosse città di pace. Siamo convinti che lo scambio culturale ed il sostegno alle regioni più dimenticate del pianeta debbano sempre animare il nostro percorso. Per questo, in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, nel 2008, abbiamo voluto celebrare quella ricorrenza, oltre che con approfondimenti e riflessioni critiche, ristampando il testo di quell’epocale documento.

Abbiamo sempre manifestato la nostra netta e forte opposizione alla pratica aberrante del terrorismo, sia nazionale che internazionale, non riconoscendone in alcun caso le ragioni e fermamente condannandolo. Ricordiamo con orgoglio quando il 28 settembre 2007 sventolò sulla facciata del Palazzo comunale la bandiera vermiglia come la veste dei monaci birmani, durante la durissima lotta del popolo del Myanmar e del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi contro la repressione della giunta militare.

Questo costante impegno per i diritti umani ha trovato una sua ulteriore specificità con l’avvio, a partire dal 2007, dell’iniziativa denominata “Settimana della Pace”, durante la quale sono stati realizzati incontri nelle scuole, esposizioni fotografiche, iniziative, presentazioni di libri e riviste, e più in generale occasioni di riflessione ed approfondimento in grado di coinvolgere la cittadinanza nel suo complesso ed in particolare i più giovani sui grandi temi della pace, della cooperazione e della solidarietà tra i popoli, di volta in volta focalizzando l’attenzione su specifiche situazioni di conflitto e di tensione internazionale. L’iniziativa, che a partire dal 2008 ha visto, grazie alla collaborazione con la rivista “Limes”, un vero e proprio approfondimento fisso cui abbiamo dato il titolo di “Una finestra sul mondo”, ha visto ospiti del calibro di Marcello Flores, Elvira Mujcic e Lucio Caracciolo.

In questi anni abbiamo valorizzato e sostenuto il ruolo delle famiglie come parte integrante di una rete di protezione sociale. Abbiamo creduto e continuiamo a credere fortemente in una comunità solidale ed aperta, capace di integrare e di arricchirsi mediante lo scambio e la contaminazione di culture diverse, proprio nel momento in cui abbiamo registrato il rifiorire di particolarismi ed egoismo. Per questo, con convinzione, abbiamo voluto simbolicamente conferire a 18 bambini delle quinti classi della scuola primaria nati in Italia da genitori stranieri la cittadinanza onoraria del Comune di Sesto Fiorentino, in concomitanza con la commemorazione dell’8 febbraio 1944, quando le bombe del secondo conflitto mondiale violarono l’infanzia di 23 bambini sestesi. È stata una bellissima ed affollata iniziativa nella quale abbiamo toccato con mano come i sentimenti di integrazione ed accoglienza in questa città non siano parole prive di senso.

La fittissima rete e le innumerevoli forme d’impegno volontario che i cittadini sestesi svolgono e continuano a svolgere a servizio della collettività, anche in un momento in cui la crisi economica e sociale in cui si dibatte il nostro tempo ha toccato inevitabilmente queste esperienze di solidarietà, rappresentano un punto di forza della nostra comunità. Queste esperienze ben si coniugano, del resto, col tema della partecipazione, inteso come contributo alla crescita democratica della città. I percorsi partecipativi attivati dall’Amministrazione hanno rappresentato un elemento di forza e di qualità nella progettazione degli interventi.

L’azione politica di questa Amministrazione, anche in coerenza coi i nostri valori fondanti ed in risposta alla crescente giusta attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dell’agire della classe politica, è stata fortemente improntata ad un carattere di sobrietà. L’eliminazione di tutto quanto potesse essere o apparire superfluo e la ricerca costante della semplicità e della forte riduzione dei costi ci ha portato a mantenere sempre comportamenti ispirati alla trasparenza ed alla contenutezza, consci che a chi amministra risorse pubbliche si chiede di farlo bene in nome e per conto di tutti.

Identica attenzione, infine, è stata rivolta ad una particolare categoria di portatori di interessi, i lavoratori e le organizzazioni sindacali. La centralità del tema del lavoro ha determinato, infatti, una costante e continua ricerca di dialogo e di confronto con queste categorie, tale da determinare anche il carattere stesso della nostra azione amministrativa. La concertazione con le parti sindacali e l’attenzione alle crescenti difficoltà del mondo del lavoro hanno rappresentato una costante nell’azione di questa Amministrazione. La formazione dei nostri bilanci è stata periodicamente oggetto di incontri di approfondimento con le associazioni di categoria e con le organizzazioni sindacali; le grandi e purtroppo frequenti crisi aziendali che hanno interessato il tessuto produttivo della Piana fiorentina hanno visto l’Amministrazione sempre presente nei passaggi cruciali, a difesa dell’occupazione e dello sviluppo, e sempre a fianco dei lavoratori, dalla Ginori alla SIEM, dalla Bertocci a Calvin Klein a Stefan.