L’amministrazione comunale ha sempre contrastato con forza qualunque proposta che, pur guardando a comprensibili possibilità di sviluppo dell’aeroporto di Firenze ed alla possibilità di migliorarne l’impatto sull’ambiente circostante, comprometta in maniera definitiva l’essenza stessa del parco della Piana e cioè l’intero territorio aperto compreso tra il lago di Val di Rose, le autostrade A1 ed A11 e la nuova Perfetti-Ricasoli Mezzana, grande vuoto in grado di equilibrare il pieno della città costruita e dell’intera cintura della Piana.

Le zone umide sono un elemento decisivo di questa impostazione. Le vasche d’espansione per la regimazione del flusso delle acque sono importanti isole per le decine di specie migratorie che solcano i nostri cieli; fondamentali biotipi per centinaia di specie autoctone che trovano rifugio, mantenendo così la ricchezza della nostra biodiversità; irrinunciabili emergenze che caratterizzano il nostro paesaggio, diversificandolo da altri panorami toscani.

Decisivo è stato l’impegno per la realizzazione dell’Anpil della Querciola che è stato ampliato con il laghino del Cavaliere e che grazie all’impegno dei volontari che lo gestiscono rappresenta, insieme all’intero sistema delle zone umide – lago di Padule, del Capitano e di Val di Rose – un sempre più forte elemento naturalistico e di didattica ambientale sul territorio come anche un semplice luogo per lo svago ed il tempo libero.

Il grande Parco della Piana, di interesse e realizzazione metropolitana, che riteniamo non possa in alcun modo sacrificato ad ipotesi di sviluppo non sostenibili del territorio, si affiaca ad altri interventi diffusi, che dimostrano come Sesto Fiorentino sia ricca di molteplici possibilità per coniugare l’ambiente con la cultura e con il lavoro.

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Risorse destinate al Parco della Piana