All’interno dell’Archivio della ceramica sestese sono raccolte 2400 opere (forme, modelli, bozzetti e spolveri) utilizzate da alcune manifatture ceramiche sestesi. La struttura è stata allestita e aperta al pubblico in varie occasioni, in particolar modo per la manifestazione “Ceramica a Sesto Fiorentino: 6000 anni di produzione”. La possibilità offerta alle aziende di utilizzare le forme per le loro produzioni non è stata tuttavia ritenuta interessante, sia perché si tratta di modelli con design non rispondenti alla moda, sia a causa della forte crisi che ha colpito il settore.

L’Archivio ha comunque svolto un importante ruolo di valorizzazione della storia della ceramica sestese, considerata non solo un importante elemento del patrimonio culturale della città, ma soprattutto un forte strumento di promozione del territorio e della produzione attuale in attuazione delle strategie elaborate sia dall’associazione italiana “Città della ceramica” che dall’associazione “Terre di toscana”. Nei locali di via Tevere, sede storica dell’Archivio, hanno lavorato gli archeologi della Soprintendenza con cui sono state realizzate varie iniziative inerenti la ceramica e che hanno permesso la realizzazione di aperture al pubblico, dibattiti e laboratori di modellatura e forgiatura e decorazione della ceramica, rivolti anche ai bambini.

Nel 2013 l’Amministrazione comunale ha deciso di spostare l’Archivio dall’attuale sede nella zona dell’Osmannoro in locali di proprietà del Comune nel centro cittadino, allo scopo di consentire una migliore conoscenza, coinvolgendo la struttura nei programmi di eventi cittadini e migliorandone la fruibilità a scuole e cittadini.