Polo Sanitario

Quella del Polo Sanitario è una vicenda lunga e complessa, in cui le responsabilità sono chiare e meritano di essere rese note. La vicenda ha inizio quando nel 2000 la Regione Toscana approva il Piano di Riqualificazione dell’assistenza sanitaria regionale, individuando l’intervento di realizzazione di un presidio polifunzionale con sede distrettuale a Sesto Fiorentino, denominato “distretto socio sanitario”, ovvero di una struttura, sviluppata in circa 3.000 mq. in area acquisita appositamente dal Comune di Sesto Fiorentino da destinare a nuovo Polo Sanitario nell’area di Padule che avrebbe dovuto accogliere i servizi sanitari, tecnici ed amministrativi distribuiti sul territorio. Il piano prevedeva un cofinanziamento del Comune di Sesto Fiorentino di € 650.735,70.

Nel dicembre 2001 veniva sottoscritto tra ASL 10 di Firenze e Comune di Sesto Fiorentino un protocollo d’intesa per la definizione dei rapporti e delle azioni reciproche in base al quale l’ASL provvedeva ad affidare il servizio per la progettazione integrale dell’opera.
La progettazione, tuttavia, evidenziava il sottodimensionamento dell’intervento previsto inizialmente rispetto alle esigenze della ASL, così come a quelle del Comune di Sesto Fiorentino di disporre di una superficie di ulteriori 200 mq da destinare ai servizi sociali del Comune, attualmente collocati in Via Dante Aligheri. Si evidenziava quindi la necessità di aumentare la superficie così da poter disporre di un fabbricato di almeno 3.900 mq. totali.

Alla luce di ciò nel gennaio 2006 veniva sottoscritto tra le parti un nuovo protocollo d’intesa con il quale la ASL 10 di Firenze si impegnava a reperire le ulteriori risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del nuovo distretto nelle dimensioni necessarie. Un mese dopo la ASL 10 approvava il progetto definitivo dell’intervento, comprensivo dell’aumento dimensionale necessario nonché il quadro economico per un importo di € 6.738.833.
Il Comune di Sesto Fiorentino adattava senza indugio i propri strumenti e così nel Regolamento Urbanistico approvato nel 2006, l’area oggetto dell’intervento veniva individuata con la sigla “AG-sa da realizzare“ (Attrezzatura Generale Sanitaria da realizzare) e sulla stessa risultava apposto il vincolo espropriativo per la realizzazione dell’opera. Questa previsione è stata confermata nel secondo Regolamento Urbanistico approvato il 28 gennaio 2014.

Nell’aprile 2007 il Consiglio Comunale approvava lo schema di convenzione che prevedeva che al Comune di Sesto Fiorentino fosse attribuita la realizzazione della procedura espropriativa, con concorso del Comune stesso alle spese generali, fino alla cifra massima di euro 650.735,70. La convenzione veniva sottoscritta nel marzo 2008 e già alla fine del 2009 il Comune concludeva la procedura espropriativa, che comportava la spesa di euro 650.735,70. Una volta espropriate le aree, queste venivano immediatamente mese a disposizione della ASL 10. Da questo momento in poi, nonostante la sollecitudine con cui il Comune aveva provveduto ai propri impegni, anche economici, niente affatto onerosi, iniziano i ritardi della ASL 10, che porteranno gradualmente ad una situazione di stallo.

A partire dal 2011 veniva avviata la procedura di Conferenza finalizzata all’acquisizione dei pareri che avrebbero dovuto condurre al rilascio del permesso a costruire, l’ultima delle cui sedute si teneva nel maggio 2012. La Conferenza dei Servizi era relativa ad un ulteriore nuovo progetto di mq 7.200, notevolmente sovradimensionato rispetto a quello iniziale di mq 3.900, per il quale avrebbero dovuto essere considerati ovviamente importi di realizzazione superiori a quelli iniziali.
Nel corso del 2012, dietro convocazione e sollecito del Comune si tiene un incontro in cui si dà atto del compimento dei sondaggi preliminari all’edificazione e della futura conclusione dell’iter della pratica edilizia in sede di conferenza decisoria. A questo punto tutto si ferma. A oggi non è stato presentato agli uffici dell’Amministrazione comunale nessun progetto finalizzato al rilascio del permesso a costruire. In tale situazione di sostanziale stallo, il Sindaco di Sesto Fiorentino, il 19 giugno 2013, chiedeva alla ASL notizie certe su di un procedimento inspiegabilmente arenatosi.

A tale comunicazione la ASL 10 non dava alcuna risposta, costringendo quindi l’Amministrazione comunale a inviare una nuova lettera il 30 luglio 2013 con la quale l’Azienda Sanitaria veniva invitata – secondo quanto previsto dagli accordi – ad una riunione che consentisse di verificare lo stato di esecuzione della Convezione.

La riunione si sarebbe tenuta nel settembre 2013. In quell’occasione, tuttavia, la situazione di stallo da parte della ASL 10 non trovava soluzione. A fronte dal fatto che l’Amministrazione aveva già dato tempestivo adempimento all’esproprio e alla messa a disposizione delle aree (con contestuale esborso) i rappresentati di ASL si limitavano a rilevare che “non c’è ad oggi nel bilancio dell’azienda il finanziamento necessario per dare il via ai lavori”.

Questo è l’ultimo atto, ad oggi, di questa lunga vicenda, in cui il Comune ha fatto la sua parte, fin da subito, da un punto di vista urbanistico e finanziario, convinto dell’importanza per il nostro territorio di un grande ed attrezzato Polo Sanitario, trovandosi davanti a continui ritardi da parte dell’Azienda Sanitaria. Ad oggi l’unica soluzione prospettabile per il Comune è quella di attivare la procedura arbitrale prevista dalla Convenzione, per ottenere la risoluzione della stessa per inadempimento, oltre al risarcimento integrale di tutti i danni, dato che l’Amministrazione ha impegnato in questa lunga vicenda risorse ingenti. Risorse della collettività, di cui rendere conto.

La scuola materna di Viale Togliatti. Il mancato completamento

La nuova scuola per l’infanzia la cui costruzione era prevista in Viale Togliatti rappresentava una sfida ed un impegno importanti per questa Amministrazione, pensata per il futuro, come ogni volta in cui si progetta o si realizza una scuola. La sua realizzazione era stata inserita nel Programma triennale delle opere pubbliche 2009-2011 approvato a dicembre del 2008. Per far fronte alle esigenze di un quartiere popoloso. Per rispondere ad una esigenza primaria di molte giovani coppie. L’educazione dei figli. Avremmo voluto lasciarla alla nostra comunità prima del completamento del mandato amministrativo, ma questo non sarà possibile. La vicenda è stata lunga. Ma non è un caso, fra i molti, della cosiddette lungaggini delle pubbliche amministrazioni. Bensì un caso, uno fra i molti, in cui si è manifestata l’incapacità imprenditoriale del privato, vincitore di un appalto con un grande ribasso che non è stato poi in grado di portare a termine. Questa storia merita di essere ripercorsa.

Il progetto esecutivo predisposto dall’Amministrazione comunale, con l’ausilio di professionisti esterni ed approvato nell’anno successivo, prevedeva la realizzazione di una scuola per l’infanzia. 1342 mq, 6 sezioni didattiche oltre aule speciali, servizi connessi e sistemazioni a verde di pertinenza, con percorsi esterni.
Il costo complessivo dell’opera era previsto in di euro 2.140.000,00. Tale importo sarebbe stato coperto in parte con mutuo della Cassa depositi e prestiti di euro. 2.100.000 la restante parte con risorse proprie dell’Amministrazione comunale.
Il contratto di appalto, a seguito dell’espletamento della gara, fu stipulato nel marzo 2011, per un importo lavori pari a euro 1.022.964,72. La ditta si aggiudicò l’appalto con un fortissimo ribasso: il 46,6317%, senza che siano emerse anomalie nell’offerta.
I lavori, immediatamente iniziati prevedevano una durata complessiva di cinquecentoquaranta giorni naturali e consecutivi e sono stati sospesi una sola volta dall’agosto al novembre 2011.

Ad inizio anno 2012 veniva approvata una perizia suppletiva e di variante per un importo pari ad € 115.251,02. Così il nuovo totale era di euro 1.138.215,66. Tale perizia prevedeva variazioni al progetto originario derivanti in parte da adeguamenti dovuti all’entrata in vigore della nuova normativa sismica ed in parte da modifiche geometriche alla planimetria del fabbricato riguardanti principalmente i corpi laterali con gli ambienti di servizio ed il corridoio di collegamento tra la nuova scuola e l’asilo nido adiacente. A seguito della perizia veniva concessa una proroga di novanta giorni e pertanto la scadenza definitiva scalava al 25 febbraio 2013.
Nel frattempo la ditta aveva proceduto a due subappalti e ad un sub affidamento e, a partire, alla cessione del proprio credito.
I lavori si sono svolti fin dall’inizio con estrema difficoltà e con estrema lentezza e, nonostante i richiami costanti e le numerose disposizioni impartite dagli uffici comunali, si rendevano vani i tentativi della direzione lavori di portare a compimento l’opera nei modi e nei tempi contrattuali.
Alla scadenza contrattuale la ditta aveva eseguito lavori soltanto per un importo di 388.758,30 euro ossia meno del 35% dell’importo complessivo. L’impresa manifestava dunque un grave inadempimento degli obblighi contrattuali per negligenza e per insufficiente capacità organizzativa ed imprenditoriale. Pertanto, alla scadenza dei termini contrattuali, si provvedeva alla risoluzione del contratto con conseguente presa in consegna del cantiere e stima dei danni.
L’Amministrazione non ha comunque riposto nel cassetto il progetto. Per giungere al completamento dell’opera è stato elaborato un aggiornamento del progetto originario, con un nuovo piano che prevede il completamento dei lavori interrotti dalla risoluzione contrattuale, oltre all’adeguamento dell’impianto antincendio dell’asilo nido “Il Gatto e la Volpe”, confinante con la scuola per l’infanzia.

Il progetto di completamento prevede una spesa complessiva di euro 2.565.000 ed è finanziato nella parte eccedente rispetto al mutuo precedentemente contratto con risorse proprie dell’ente per euro. 465.000. Il tempo passato prima di poter bandiere una nuova gara non dipende da nostra inerzia. La legge impone infatti di attendere tempi non comprimibili per procedere alla formale risoluzione del contratto.

La nuova gara è attualmente in corso e dovrebbe essere aggiudicata ad aprile 2014. Fino all’ultimo questa Amministrazione non intende mollare la presa. Non intende abbandonare un progetto in cui crediamo e che, senza nostra colpa, ha subito purtroppo un grave stallo. Lo abbiamo superato e lasceremo a chi verrà dopo di noi un’opera aggiudicata ed interamente finanziata. Perché progettare scuole non è mai pensare a noi o al presente, ma agli altri, al domani, al futuro.