“Ciascuno di voi potrà entrare, e lo farete sicuramente, nei dettagli di ciascuna di queste voci, ma non sarà possibile per nessuno usare la parola sprechi, la parola incertezza sociale, la parola neutralità economica”
(Relazione del Sindaco Gianni Gianassi al bilancio di previsione 2013, pag.6)

Il bilancio del Comune è da considerarsi lo strumento decisionale e programmatico per eccellenza dell’ente. In esso confluiscono le risorse che vengono poi destinate ai vari settori per la realizzazione di opere e per l’erogazione di servizi a favore della città. È dunque uno strumento d’iniziativa economica e sociale, contribuisce a creare posti di lavoro, ad accrescere il Prodotto Interno Lordo (PIL) locale, a sostenere chi ha bisogno d’aiuto per risollevarsi da un momento di difficoltà.

Anche per questo i due mandati amministrativi sono sempre stati caratterizzati da bilanci virtuosi che sono riusciti a dimezzare l’indebitamento e a finanziare investimenti e servizi attraverso tasse e tariffe tra le più basse d’Italia. In dieci anni non è stato deciso alcun aumento né dell’addizionale Irpef né delle aliquote dell’ICI (adesso diventata IMU), mentre le tariffe dei servizi comunali hanno subito piccoli aumenti sempre legati all’inflazione e ad alcune differenziazioni introdotte d’intesa con le organizzazioni sindacali.

Un po’ più consistenti sono stati invece gli aumenti della Tariffa Igiene Ambientale (adesso trasformata in TARES, Tributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi), per raggiungere la copertura dei costi del servizio di gestione rifiuti al 100% secondo gli obblighi di legge. La cosa pubblica è stata amministrata con moderazione, con professionalità e senza sprechi, come testimonia anche il fatto di non aver mai acquistato derivati o titoli spazzatura.
Non essendovi la certezza delle entrate a disposizione dei comuni, l’impegno politico dell’Amministrazione comunale è sempre stato quello di usare la leva fiscale con estrema moderazione, avendo sempre un occhio di riguardo alle fasce più deboli della popolazione.

Oltre 44 milioni di euro di investimenti nel quinquennio 2004-2008 hanno rappresentato poi un sostegno concreto all’economia così come la crescita dei servizi per l’infanzia e per la terza e quarta età. Pur in presenza di un Patto di Stabilità assai penalizzante, la spesa per investimenti anche nel quinquennio 2009-2013 (con tutti i ritorni in termini di benefici economici) è ammontata a quasi 47 milioni di euro.

Focus di approfondimento

Il Testo Unico degli enti locali all’art. 242 prevede che siano da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie gli enti locali che presentano condizioni di squilibrio, rilevabili da alcuni parametri obiettivi, fissati da un apposito decreto ministeriale, dei quali almeno la metà presentino valori deficitari.
Nel decennio trascorso si sono succeduti tre decreti ministeriali, l’ultimo dei quali del febbraio scorso, che hanno portato a dieci (da otto che erano) i parametri in base ai quali verificare la deficitarietà di un ente. Dal 2004 al 2008 il Comune di Sesto Fiorentino ha registrato talora delle criticità nei parametri relativi all’ammontare dei residui attivi e passivi rispetto al complesso delle entrate e delle spese correnti. Dal 2009 ad oggi, i rendiconti del Comune hanno stabilmente rispettato tutti i parametri obiettivi, individuati per controllare la deficitarietà di un ente.

http://www.comune.sesto-fiorentino.fi.it/Engine/RAServePG.php/P/55461SFI0303

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