Gli investimenti

Dalle strutture alla regionalizzazione del menu

Con l’anno 2011 inizia un lavoro di profondo ammodernamento del Centro di cottura. Il 29 ottobre 2011 è stato inaugurato nuovamente il Centro di Calenzano a seguito di un lavoro di ammodernamento costato all’azienda circa 530.000 euro. Per implementare le condizioni igienico-sanitarie sono stati rifatti completamente tutti gli impianti (idraulico, termico, elettrico), sono state sostituite le apparecchiature per lo smaltimento delle acque reflue e piovane, i motori per il trattamento aria e la canalizzazione ma anche le fosse biologiche, l’ascensore, il montacarichi, la pedana per il sollevamento merci e le dotazioni antincendio.

Completamente nuovi anche i portoni, le finestre e le recinzioni esterne, le facciate – interne ed esterne – la pavimentazione e le pareti divisorie. Sono state poi adeguate le celle frigorifere, dotandole di nuovi gruppi di continuità e di un collegamento telematico. Rimodernati, infine, anche i piazzali, gli accessi pedonali, l’ufficio magazzino e la reception con le apparecchiature informatiche. Un passo avanti essenziale per il futuro dell’azienda e per la sua solidità. A questi interventi se ne sono aggiunti altri riguardanti le aree di gestione del lavaggio e l’ammodernamento della linea di confezionamento e del relativo impianto di aspirazione nell’estate 2012, per ulteriori 150.000 euro. Un terzo intervento è stato effettuato infine nel corso del 2013: 121.000 euro, relativi alla riorganizzazione degli uffici e della parte informatica, 801.000 euro complessivi investiti dall’azienda sul proprio futuro e su un miglioramento della sicurezza e delle procedure, senza attingere un euro alle risorse dei Comuni soci.

Al tempo stesso, l’Istituzione “Sesto Idee”, anche per corrispondere ad una esigenza sempre più sentita, ha ritenuto di garantire una sempre maggiore quantità di alimenti provenienti da colture biologiche o a lotta integrata. Nel 2009 il prodotti biologici, limitati allo yogurt ed ai legumi, rappresentavano soltanto il 4% dell’intera filiera acquisti. Nel 2013 i prodotti biologici (yogurt, legumi, pasta, riso, olio, pomodoro, ed anche talvolta carne rossa e frutta) e quelli a lotta integrata (pere e mele) rappresentano complessivamente il 50% dell’intera filiera degli acquisti. I prodotti, con la sola eccezione del pesce, sono tutti di provenienza nazionale, con una incidenza della provenienza regionale del 30%. Biologico, lotta integrata e filiera corta hanno dunque costituito il profilo su cui è stata rimodellata la natura del pasto, con l’intento di corrispondere sempre con maggiore aderenza, e con risposte stabili e durature, ad una giusta e sentita esigenza di tracciabilità dei prodotti consumati dai piccoli utenti della mensa scolastica.

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