Ai cittadini sestesi più “maturi” e con più tempo a disposizione è stata offerta un’occasione di svago ma anche di autoproduzione ortofrutticola con la finalità di farli uscire dalle loro case a “socializzare”. Sono stati così creati gli “orti sociali”, sia destinando ad essi nuove aree (Oliveta, Alice, Querciola 2), sia facendo una ricognizione di quelle in passato già destinate ad orti (Volpaia e Querciola). L’idea si è concretizzata negli ultimi anni della legislatura e si è rivelata subito un successo. Nel 2011 e nel 2013 sono stati pubblicati i bandi per raccogliere le richieste degli anziani e per formare una graduatoria sulla quale si è proceduto alle assegnazioni degli orti con concessioni valide per cinque anni.

In collaborazione con la Società della Salute si è stabilito che alcuni orti vengano utilizzati con finalità terapeutiche e quindi riservati a soggetti individuati al di fuori della graduatoria e dei normali requisiti necessari per presentare la domanda. Le aree ortive sono appezzamenti di terreno di proprietà comunale, facenti parte a tutti gli effetti del “verde pubblico” che sono stati destinati alla coltivazione di piante da frutto, ortaggi, erbe aromatiche e fiori. Gli orti sociali servono e serviranno in futuro non soltanto ad intrecciare relazioni, creare nuove amicizie, stimolare il senso di appartenenza ad un gruppo attivo, promuovere la cultura dell’alimentazione tradizionale e della riscoperta delle varietà tipiche, ma anche alla tutela del nostro patrimonio verde anche a vantaggio delle future generazioni.

Le Domande di partecipazione ai bandi per gli orti sociali sono state 63 nel 2011 e 54 nel 2013. Gli orti complessivamente assegnati ad oggi, 78.