“La programmazione delle politiche sociali per il nostro Comune per i prossimi anni deve tenere conto dei dati positivi di partenza e riuscire a fare un ulteriore salto di qualità utilizzando gli strumenti innovativi che la legge ci consente sempre con l’obiettivo di sostenere chi ha bisogno”.
(Programma elettorale per il mandato amministrativo 2009-2014, pag. 12)

L’esperienza della Società della Salute ha caratterizzato questi dieci anni sul piano delle politiche socio-sanitarie pubbliche. Sesto Fiorentino ha sostenuto con forza questa vera e propria innovazione istituzionale, ritenendo che su questa base fosse possibile costruire un nuovo sistema di salute a livello territoriale, una forma d’integrazione fra territori e Asl che fosse utile per ottimizzare le risorse e cogliere le opportunità offerte dall’integrazione socio-sanitaria. Purtroppo la prospettiva che si aprirà con le modifiche normative che la Regione Toscana sta discutendo non sarà quella che avremmo voluto.

Il Comune di Sesto Fiorentino e tutti gli altri della Zona Fiorentina Nord Ovest sono però riusciti ad ottenere alcuni risultati almeno sul versante della programmazione e gestione dei servizi sociali. La costruzione della gestione associata dei servizi sociali ha permesso la razionalizzazione delle risorse finanziarie e del personale, riuscendo a non ridurre né in quantità né in qualità i servizi offerti in questi anni di forte riduzione delle risorse agli enti Locali. Ha permesso di costruire percorsi omogenei sia per l’accesso che per la compartecipazione ai costi delle prestazioni. Ha permesso di acquisire ed utilizzare al meglio, attraverso una programmazione unitaria, risorse aggiuntive ai trasferimenti dei Comuni. Uno dei settori più importanti nei quali si è concentrato il lavoro di questi anni è stato quello della disabilità, con l’impegno a costruire un sistema in grado di dare risposte alla quotidianità delle persone con disabilità durante l’intero arco della loro vita.

Nel corso dei due mandati amministrativi il Comune ha cercato di dare risposte alle fasce più bisognose della popolazione, dagli anziani ai minori, dalla famiglie in difficoltà agli immigrati, anche riguardo al problema abitativo. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è stato incrementato fino a raggiungere la ragguardevole cifra di circa 800 alloggi. Il Comune ha inoltre continuato a destinare risorse cospicue del proprio bilancio ai contributi integrativi dei canoni di locazione, anche quando i fondi regionali e statali sono diminuiti fino a risultare pressoché azzerati.

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