Fin dal momento dell’insediamento, il Sindaco ha seguito in prima persona la vicenda di Ginori, impegnandosi in continui contatti ed incontri con l’azienda, con i sindacati, i lavoratori e con tutti quanti potessero portare un contributo, anche piccolo, alla soluzione della vicenda di Ginori. Il Sindaco sarà presente in prima persona a tutti i tavoli attivati, da quello regionale a quello nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico parteciperà e riferirà nelle numerose commissioni organizzate dalla Provincia sull’argomento e, soprattutto, terrà contatti costanti con la proprietà, i lavoratori, le organizzazioni sindacali, informando il Consiglio comunale con costanza e trasparenza. Dopo una prima fase in cui si registravano posizioni differenti, con l’aggravarsi della crisi, la politica e le istituzioni cittadine si stringeranno tutte attorno a Ginori. Il 7 febbraio 2012 si teneva una seduta aperta del Consiglio Comunale. Con l’ordine del giorno adottato all’unanimità dal Consiglio si impegnavano il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi attivamente per giungere alla presentazione alle istituzioni in tempi rapidi di un piano industriale che contenesse indirizzi chiari riguardo alla salvaguardia del livello occupazionale, al mantenimento del marchio e della produzione a Sesto Fiorentino. Iniziavano subito dopo, a partire dal 16 febbraio, gli incontri costanti con i Presidenti dei Gruppi Consiliari che si sarebbero conclusi soltanto al momento del salvataggio. A questi incontri in più occasioni parteciparono l’azienda e le rappresentanze dei lavori, unite, pur nelle non trascurabili divisioni, dalla volontà di trovare una via di uscita alla crisi di Ginori. L’unità del mondo politico-istituzionale cittadino, impegnato a chiedere certezze sulle prospettive di rilancio di Ginori e sui livelli occupazionali, ha rappresentato una pagina alta della vita istituzionale della città. Nell’ordine del giorno approvato il 21 novembre 2012 si esprimeva soddisfazione perché il Collegio dei revisori aveva ricevuto, finalmente, una proposta di acquisto, che pareva solida, seria e in grado di tutelare il futuro dei lavoratori di Ginori, da parte di una grande gruppo statunitense. L’uscita dalla crisi sembrava ad un passo. Tuttavia, già il 22 gennaio 2013 il Consiglio Comunale doveva prendere atto che il Tribunale di Firenze aveva, il 3 gennaio precedente, dichiarato inammissibile la richiesta di concordato preventivo presentata dall’acquirente, determinando la messa in liquidazione dell’azienda. Dopo pochi giorni, il curatore fallimentare autorizzava l’esercizio provvisorio delle attività ed il rientro di poche unità di personale per la gestione dell’ordinaria amministrazione. L’uscita dalla crisi sembrava adesso lontanissima.