Fin da subito, i difficili momenti dell’azienda sono stati vissuti dall’Amministrazione insieme ai lavoratori e alle loro rappresentanze unitarie e di categoria, Rsu, Cgil, Cisl e Uil. Quei difficili momenti sono stati condivisi con pezzi della città, movimenti, partiti, associazioni, parrocchie, semplici cittadini. Perché fosse condivisa e comune una preoccupazione che interessava la storia di una fabbrica e al contempo un pezzo di identità dell’intera città.
Numerosissimi, già fra il 2005 e il 2007, gli incontri con i sindacati e con la RSU, con l’allora Assessore Regionale Brenna, incontri di cui fu costantemente informato anche il Presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi. Numerosissimi, periodici, e nei momenti di maggior difficoltà persino giornalieri, avrebbero continuato ad esserlo anche successivamente, in ogni sede utile. Non possiamo nascondere, con dispiacere, che sulla vicenda Ginori abbia pesato una profonda divisione fra le sigle sindacali rappresentate in seno alla RSU. Ciò ha fatto sì, in momenti di grande difficoltà e tensione per le sorti della manifattura, che i lavoratori siano stati tenuti su posizioni diverse e contrapposte. Ciò nonostante, il confronto istituzionale con le organizzazioni sindacali non si è mai interrotto ed il colloquio e la collaborazione, soprattutto con le rappresentanze Cgil, Cisl E Uil è stato continuo e costruttivo, costantemente animato dal desiderio di garantire il futuro dei lavoratori, mantenendo sul territorio marchio, produzione e competenze. Tutti i sindacati, Cgil, Cisl e Uil da un lato, Cobas dall’altro, sono stati impegnati senza sosta, con le forme di lotta ritenute più efficaci, a tenere accesa l’attenzione sulla fabbrica, anche quando era più difficile, e anche la città e gli stessi lavoratori sembravano più lontani e un coinvolgimento e una mobilitazione cittadina più complicati da creare. La lunga vicenda di Ginori ha visto anche momenti di solitudine e di difficoltà, ma resta indimenticabile la bellissima manifestazione, indetta da Cgil, Cisl e Uil, il 18 gennaio 2013, pochi giorni dopo la messa in liquidazione dell’azienda da parte del Tribunale. In quella occasione, cui il Comune di Sesto Fiorentino ha partecipato con il proprio gonfalone civico, si è vista la città intera stretta intorno all’azienda, ai suoi lavoratori, ad un pezzo della propria storia e identità, in nome di un senso di solidarietà e comunanza che ha rappresentato uno dei momenti più belli ed alti di questa lunga e tormentata vicenda.