Con la progressiva riduzione delle risorse pubbliche a favore dell’Edilizia Residenziale Pubblica e convenzionata si è accentuato il problema del disagio sociale che si è esteso anche a fasce di popolazione appartenenti al ceto medio.

Le difficoltà crescenti dovute agli effetti della bolla immobiliare e alle restrizioni nell’accesso al credito hanno posto alle amministrazioni pubbliche importanti questioni a fronte di risorse economiche e di strumenti normativi non più adeguati. Dopo aver indagato il tema, il Comune ha avviato con il secondo Regolamento Urbanistico del 2014 una politica sperimentale, anticipando anche le innovazioni più recenti in campo normativo regionale e nazionale, introducendo l’Edilizia Residenziale Sociale (ERS) e trovando risorse e regole in grado di superare le difficoltà contingenti.

La principale novità introdotta con gli ERS è la possibilità di valorizzare parte dei suoli pubblici in eccedenza, con la realizzazione di interventi di edilizia pubblica di qualità, da immettere nel mercato dell’affitto a medio-lungo termine ad un costo abbattuto rispetto al mercato, grazie all’azzeramento della rendita fondiaria. Gli ERS rappresentano pertanto un tentativo di rispondere alla differenziazione della domanda sociale che proprio nell’affitto ha manifestato le maggiori necessità.

Anno

E.R.P. locale e piani di edilizia economica popolare
2004 1.574.085
2005 165.685
2006 183.393
2007 3.554.381
2008 96.958
2009 495.182
2010 340.762
2011 437.849
2012 121.791
2013 343.114

Focus di approfondimento

Il tema dell’edilizia convenzionata, sovvenzionata e sociale, è disciplinato nel Regolamento Urbanistico. La delibera consiliare n°5 del 29.01.2004 definisce:

  1. il fabbisogno di edilizia economica e popolare per il decennio 2002-2012;
  2. la localizzazione nelle “aree urbane non consolidate”, previste dal Piano Strutturale, gli ambiti per il soddisfacimento del fabbisogno di edilizia economica e popolare;
  3. l’individuazione con il RU, nel territorio urbano, degli ambiti di localizzazione della quota residuale.